Io le vedo le amiche 35enni intorno a me, quelle che non si sono mai sposate e che non hanno un fidanzamento degno di questo nome da almeno dieci anni, che si lamentano ansiose di quanto sia stata terribile la sorte con loro.
Io vedo anche i miei amici gay 30enni che maledicono le stelle per essersi poste di traverso e avere ostacolato ogni loro grande amore tanto che ora si ritrovano soli e con la paura di avere perso ogni treno.
Io ho perso tutti i treni; ho 35 anni, sono annoiato dalla gente, se ricevo un invito preferisco rifiutare perché le persone le conosco. Si stancano facilmente e si annoiano, almeno di me.
Ti promettono mari e monti e dopo due settimane stanno promettendo mari e monti a qualcun altro, raccontandogli che non si trovano bene con te, che ci sono problemi, che però non possono lasciarmi perché soffrirei troppo. In realtà stanno solo sondando il terreno, perché poi gli scrupoli sulla sofferenza degli ex mica se ne fanno…
Io dico… ma davvero vi scatta l’ansia ogni volta che vi vedete soli davanti allo specchio? Davvero temete la solitudine così tanto da sentirvi mancare la terra sotto i piedi quando una vostra amica vi annuncia tronfia che si sposa?
O quando l’ennesimo amico vi mostra il suo compagno che voi già riconoscete per le centinaia di foto viste su tutti i social network e continuerete a vedere anche dopo, ma solo con l’accortezza del volto oscurato -come se nessuno riconoscesse il resto- o il sistematico tentativo di cancellare l’arredamento di casa, dicevo, anche in quel caso pensate di essere quelli sfortunati, sbagliati, senza via d’uscita?
Ma le avete viste quelle coppie, più impegnate a nascondersi i tradimenti, capaci di vivere di equilibrismi lessicali, aperte, semiaperte, semiaperte a sinistra, a destra, illimitate superiormente o inferiormente, come se dovessero scandagliare l’analisi topologica degli insiemi per potersi giustificare (da cosa poi? se lo trovano così naturale? O forse nemmeno loro lo trovano poi tanto naturale… altrimenti perché nascondersi?) e potersi definire? Avete visto i loro sorrisini di scherno e superiorità quando pensano che voi siete gli ultimi ingenui e un po’ retrogradi rimasti a credere in cose cui nessuno crede più: la fiducia, il rispetto, la fedeltà, un progetto insieme?
Davvero ingoiereste il vostro armamentario di piccole finezze sentimentali solo per non sentirvi soli al cinema, a teatro, alle seconde o terze nozze di una vecchia zia o di una amica?
Non ne siete capaci. Perché sapete benissimo che certe coppie, per chi le forma, sono solo un modo per accaparrarsi una badante o un badante per la vecchiaia, senza spendere una lira ed evitandosi lunghe liste d’attesa.
E voi volete l’amore, non una badante.
Non siete ansiose o ansiosi per la paura di rimanere in vetrina come foste prodotti invenduti, ma per la paura di doversi accontentare di trasformarsi in crocerossine. E non per un gioco erotico.