Henry Austin Dobson, da “The paradox of time”
Non essere…
Ora inizio ad avere quell’età in cui si smette di farsi il sangue amaro coi dubbi.
Forse è semplicemente l’età in cui ci si rassegna: non è saggezza acquisita, né equilibrio raggiunto, ma perdita di fiducia.
Mi sono sempre chiesto perché non potessi essere io quello giusto.
In dieci anni, sono stato quello che doveva far dimenticare l’ex, ma non ci sono riuscito. Però ci tenevano a farmi sapere che ero una persona splendida.
Poi sono stato quello che doveva far uscire qualcuno da un momento cupo. E mi dicevano grazie perché ci ero riuscito, ma poi dovevano imparare a camminare con le loro gambe. Ero una stampella in prestito.
Poi sono diventato quello che aveva la pazienza di far capire l’omosessualità, ma poi dovevano stare un po’ soli per comprendersi meglio. Sarebbe stato bello rimanere amici, dicevano. E già correvano nelle braccia di altri.
Poi sono stato di nuovo il chiodo che doveva schiacciare un altro chiodo, e poi il ragazzo che però non era sufficiente, tanto da dover condividere idealmente il letto con altri sconosciuti. Ma avrei dovuto essere comunque soddisfatto, perché con gli altri era solo sesso, con me buoni sentimenti.
Sono stato l’amico con cui si sta benissimo, ma meglio così perché l’altro non voleva affatto una storia. Dimenticava di precisare che non la volesse con me.
Poi sono stato l’incontro settimanale furtivo, per un paio d’anni, con qualcuno così misterioso che nemmeno una spia del KGB avrebbe nascosto così bene la doppia vita, tra saune e cruising bar. Però io ero davvero una persona piena di valore, dichiarava.
Non sono mai stato quello giusto. Non sono mai stato all’altezza delle aspettative. Non sono mai stato quello per cui il cuore batteva davvero, quello dal quale si desideravano sms, mail e pensieri, quello per il quale prendere la macchina e farsi chilometri in piena notte per il solo piacere di vedersi, quello che sa di avere di fronte qualcuno che prova le stesse cose che sta provando lui, che ha la stessa ansia, lo stomaco sotto sopra, la bocca con la salivazione azzerata…
È come la differenza fra il discount e un grande centro commerciale. Io ero l’amore a basso costo, quello di corsa, quello d’emergenza. Ero la qualità inferiore. Il preparatore atletico per il vero amore.
Il meglio stava altrove.
Ho sofferto per anni di non essere stato il meglio per qualcuno.
Si smette di farlo per non essere ridicoli. O solo per non dover continuare a confrontarsi con la crudeltà delle scelte altrui, di quel privilegio che, credo, mi sarà negato sempre.
E non saprò mai il perché.
E poi capita, sempre accompagnando Mutter a messa, che un tizio, in una sorta di blog ante ltteram, consegni a mano le sue riflessioni settimanali, stampate e fotocopiate. Un delirio di invocazioni…
La più grande tortura sta nel resistere dal grattarsi furiosamente quando ricrescono i peli che avevi opportunamente tagliato nelle parti intime, per esibire con orgoglio maggiore sostanza…
Un moto d’orgoglio momentaneo che ti rovina una settimana…
Mi sono ormai convinto che le feste a sorpresa siano concordate e il festeggiato sappia benissimo quel che si sta ordendo per lui. Non si spiegherebbe altrimenti la mia sfortuna nel fare delle…
Istat e poveri
L’Istat certifica che in Italia ci sono 8 milioni di poveri. 3 in condizione di povertà assoluta.
Quando si parla di poveri, mi torna alla mente la considerazione che la mia compagna di banco al liceo (diventata poi una che di lavoro specula sui mercati) mi faceva in merito a Lady D e alle teste coronate: “In fin dei conti, se vedi in difficoltà economica un povero o un ricco, chi aiuteresti? Senza dubbio un ricco! Il povero è già abituato ad esserlo, per lui diventare un po’ più povero non fa certo una gran differenza. Ma immaginati un ricco che deve sopportare delle privazioni! Non ce la farebbe! Non è preparato psicologicamente!”
A supporto di tutto questo, citava il Vangelo e l’episodio in cui Gesù redarguisce Giuda perché azzarda l’idea che sarebbe stato meglio dare ai poveri i soldi di un unguento preziosissimo usato per pulire i piedi al profeta. Il campione degli emarginati lo gela con la frase: “I poveri li avrete sempre con voi”.
Sottinteso: perché quindi darsi da fare ora per risolvere qualche loro problema, quando si può procrastinare?
E, a scanso di ironie, questa visione della povertà è quella che ha influenzato da un lato il perdonismo cristiano intriso di caritatismo peloso, dall’altro il calvinismo/protestantesimo anglosassone, che fa della ricchezza un segno della grazia…
Considerazioni sociologiche a parte, l’Istat certifica l’esistenza di poveri che diverranno ancora più poveri in questo paese, dopo una manovra economica che li colpisce su tutti i fronti, e dall’altra parte, nel Palazzo, si continua a far spallucce, ad alzare il dito medio, a perseverare con il clientelismo e il familismo più bieco, a proseguire con cricche e affari per piccoli gruppi di potere, a fare lobby per difendere interessi corporativi. D’altra parte, i poveri ci saranno sempre, perché farsene carico ora?
Anche le prostitute ci saranno sempre, se è per questo; ma nemmeno Gesù aveva premiato quella che aveva salvato, offrendole una carica pubblica. Avere disprezzo per la democrazia è semplicemente questo: piegarla al proprio interesse personale. In maniera disgustosa.
Stavo pensando di scrivere un post che cercasse di spiegare perché secondo me ha senso che i parlamentari prendano un lauto stipendio. A patto che si dedichino interamente al lavoro; a patto che ci…
Se io fossi uno da film, o semplicemente uno bravo, uno di quelli non noiosi, uno che sa sempre cosa dire e come comportarsi (forse semplicemente perché sa recitare sempre) mi sarei fatto trovare…
Aveva bisogno di aria. Gli capitava ogni tanto che il cielo gli cadesse addosso e lo avvolgesse come un sacchetto di plastica infilato in testa, e quasi lo soffocasse.
C’erano troppe cose, tutte…
La psicoanalisi non funziona più come io vorrei – Verdena
Stanotte ho sognato troppe cose, tutte insieme…
Dunque succedeva che Mutter dovesse ritirare un premio Fidaty dell’Esselunga (Mutter mi…